L’indifferenza (e 40.000 visite per adottauncucciolo.net)

Dal blog di rossoscarlatto2 (ovvero La scatola dei miei colori, che però, se non vado errato, è a invito…).


La malattia più grave


Un giorno a un luminare della medicina, venne chiesto quale fosse la più grave malattia del secolo.
I presenti si aspettavano che dicesse il cancro o l’infarto. Grande fu lo stupore generale quando lo scienziato rispose: “l’indifferenza”. Tutti allora si guardarono negli occhi e ognuno si accorse di essere gravemente ammalato. Infine gli domandarono quale fosse la cura.

E lo scienziato rispose: “accorgersene”.


Commento di Wolfghost: Ringrazio Violet per questo bel post che mi ha concesso di riportare qua. Intanto voglio segnalare che www.adottauncucciolo.net ha ormai superato le 40.000 visite. Tanti animali che sono passati di lì dal 31 Luglio 2008, giorno di apertura del blog, sono stati adottati. Ma tanti altri sono ancora nelle loro gabbie o in condizioni difficili. Qualcuno è morto. Di altri non ho più saputo nulla. Naturalmente questo non è un appello a voi, se qualcuno avesse voluto o potuto, avrebbe già dato una casa a qualcuno di questi sfortunati animaletti, ma… magari continuate a spargere la voce, non si sa mai che “un amico dell’amico…” Certo, il post prende lo spunto dagli animali abbandonati, come quel gattino sporco e intirizzito, ma si estende al problema molto più generale dell’indifferenza.
Davvero, come dice lo scienziato, l’indifferenza è il peggiore dei mali, perché se non ci fosse… molti altri mali, a quest’ora, sarebbero già stati debellati e fame, massacri e malattie, sconfitte.

Il vero problema sta proprio in quella parolina… “accorgersene”. Sì, perché tutti vediamo l’indifferenza negli altri, ma facciamo finta di non vederla in noi stessi.
Spesso quel signore di cui si vedono scarpe e pantaloni nell’immagine… siamo noi. Solo che per noi stessi abbiamo mille scuse pronte: non ho tempo, sono di fretta, non ho soldi, non ho posto, ho il nipote di terzo grado con l’allergia, i vicini di quattro piani sotto (in un altro palazzo magari) che rumoreggerebbero…

Salvo poi cadere dalle nuvole e sorprenderci se qualcuno muore sul pianerottolo di casa perché i vicini “pensavano che dormisse”.

Non scherziamo, ricordiamoci il monito di Gandhi:

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

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